Questa torta di mele delle monache è stata data per dispersa, ma il sapore è immortale

Questa torta di mele delle monache è stata data per dispersa, ma il sapore è immortale

Nel cuore delle antiche cucine conventuali, tra preghiere e silenzio, le monache custodivano ricette che sembravano destinate a scomparire con loro. La torta di mele delle monache, questo dolce dimenticato per decenni, è stato riscoperto grazie a un manoscritto ingiallito ritrovato negli archivi di un monastero toscano. Il suo sapore, delicato e avvolgente, racconta storie di semplicità e devozione, quando ogni ingrediente era benedetto e ogni gesto aveva un significato spirituale.

Questa preparazione rappresenta l’essenza della pasticceria conventuale: povera negli ingredienti ma ricca di sapore. Le religiose utilizzavano le mele del frutteto del convento, trasformandole in un dolce che profumava i chiostri durante le festività. Oggi riportiamo in vita questa ricetta per quattro persone, rispettando la tradizione ma adattandola alle cucine moderne.

25

50

facile

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Preparazione delle mele

Sbucciate le mele renette con cura, eliminate il torsolo e tagliatele a fettine sottili di circa mezzo centimetro. La renetta è una varietà di mela leggermente acidula, perfetta per la cottura perché mantiene la consistenza. Disponete le fettine in una ciotola e cospargetele con metà della cannella e un cucchiaio di zucchero, mescolate delicatamente e lasciate riposare mentre preparate l’impasto.

2. Preparazione dell’impasto base

In una ciotola capiente, rompete le uova e montatele con lo zucchero semolato utilizzando una frusta elettrica per circa cinque minuti, fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Montare significa incorporare aria nell’impasto attraverso movimenti circolari veloci. Questo passaggio è fondamentale perché dona sofficità alla torta. Aggiungete l’olio di semi a filo, continuando a mescolare, poi incorporate la scorza di limone grattugiata e la vanillina.

3. Incorporazione degli ingredienti secchi

In un’altra ciotola, setacciate insieme la farina, il lievito, il pizzico di sale e la cannella rimasta. Setacciare significa passare gli ingredienti attraverso un colino fine per eliminare grumi e incorporare aria. Versate gradualmente questa miscela nell’impasto di uova e zucchero, mescolando dal basso verso l’alto con una spatola per non smontare il composto. Lavorate fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo, senza grumi.

4. Assemblaggio della torta

Imburrate e infarinate lo stampo a cerniera, eliminando l’eccesso di farina battendo delicatamente lo stampo capovolto. Versate metà dell’impasto nello stampo, livellatelo con il dorso di un cucchiaio, poi disponete metà delle mele a raggiera partendo dal centro. Coprite con il resto dell’impasto e terminate con le mele rimanenti disposte in modo decorativo sulla superficie, premendole leggermente nell’impasto.

5. Cottura e rifinitura

Infornate in forno statico preriscaldato a 180 gradi per circa cinquanta minuti. La torta è cotta quando inserendo uno stecchino al centro questo esce asciutto. Il forno statico cuoce in modo uniforme senza ventilazione forzata. Lasciate raffreddare la torta nello stampo per dieci minuti, poi sformatela delicatamente su una gratella. Quando sarà completamente fredda, spolverizzate la superficie con zucchero a velo passato attraverso un colino fine.

Elisa Rovelli

Il trucco dello chef

Per un risultato ancora più autentico, potete sostituire metà dell’olio con burro fuso tiepido, che dona maggiore fragranza. Se le mele rilasciano troppo liquido durante il riposo, scolatele leggermente prima di disporle nell’impasto. Un trucco delle monache era aggiungere un cucchiaio di marmellata di albicocche sciolta tra gli strati per un tocco di dolcezza extra. Conservate la torta sotto una campana di vetro per mantenere la morbidezza fino a tre giorni.

L’abbinamento perfetto per un dolce conventuale

Questa torta di mele si accompagna meravigliosamente con un vin santo toscano, il vino da dessert tradizionale che le monache stesse producevano nei loro conventi. La dolcezza equilibrata e le note di frutta secca del vin santo esaltano la cannella e la delicatezza delle mele.

In alternativa, una tisana alla camomilla con un cucchiaino di miele rappresenta l’abbinamento più fedele alla tradizione conventuale, dove le bevande alcoliche erano riservate alle occasioni speciali. Per i più giovani, un latte caldo speziato con una punta di cannella completa perfettamente l’esperienza gustativa.

Informazione in più

La pasticceria conventuale italiana vanta una tradizione secolare che affonda le radici nel Medioevo. Le monache di clausura, impossibilitate a lasciare i monasteri, dedicavano il tempo alla preghiera e alla preparazione di dolci che vendevano per sostentare le comunità religiose.

Questa torta di mele rappresenta la cucina povera conventuale, dove ingredienti semplici venivano trasformati in delizie attraverso pazienza e maestria. A differenza delle elaborate preparazioni barocche destinate alle tavole nobiliari, i dolci delle monache celebravano la semplicità come virtù spirituale.

Il manoscritto originale, datato 1847, descrive questa ricetta come ‘torta delle mele benedette’, preparata durante la festa del Ringraziamento per il raccolto autunnale. La riscoperta di queste ricette perdute rappresenta un patrimonio gastronomico inestimabile che merita di essere tramandato alle generazioni future.

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