Benedetta Rossi, la celebre cuoca marchigiana seguita da milioni di italiani, ha svelato il suo segreto per preparare le zeppole di San Giuseppe perfette con una ricetta sorprendentemente semplice. Bastano infatti solo 4 ingredienti per realizzare questi dolci tradizionali che celebrano la festa del papà il 19 marzo. La food blogger ha dimostrato ancora una volta che la cucina italiana autentica non richiede complicazioni inutili: con acqua, farina, uova e olio si ottengono zeppole fragranti e golose. Questa rivelazione ha conquistato i suoi fan, stanchi di ricette troppo elaborate che richiedono ingredienti introvabili. La semplicità è il vero lusso in cucina, e Benedetta lo sa bene.
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Ingredienti
Utensili
Preparazione
1. Preparare l’impasto base
Versate l’acqua in una pentola capiente e aggiungete un pizzico di sale. Portate l’acqua a ebollizione a fuoco medio. Questo passaggio è fondamentale perché l’acqua deve bollire vigorosamente prima di aggiungere la farina. Quando vedete le bollicine salire in superficie in modo costante, siete pronti per il passo successivo.
2. Incorporare la farina
Togliete la pentola dal fuoco e versate tutta la farina in una volta sola nell’acqua bollente. Mescolate energicamente con un mestolo di legno per evitare la formazione di grumi. Lavorate l’impasto con movimenti circolari veloci fino a ottenere una massa liscia e omogenea che si stacca dalle pareti della pentola. Questo processo richiede circa 2-3 minuti di mescolamento continuo. Rimettete brevemente sul fuoco per asciugare l’impasto, mescolando ancora per 1 minuto.
3. Raffreddare e aggiungere le uova
Trasferite l’impasto in una ciotola capiente e lasciatelo raffreddare per circa 10 minuti. Questo passaggio è cruciale: se l’impasto è troppo caldo, le uova cuoceranno invece di incorporarsi. Quando l’impasto è tiepido al tatto, aggiungete le uova una alla volta. Incorporate completamente la prima uova prima di aggiungere la seconda. Mescolate vigorosamente dopo ogni aggiunta fino a ottenere un composto liscio, lucido e morbido. L’impasto finale deve essere abbastanza denso da mantenere la forma ma sufficientemente morbido da essere dosato con la sac à poche, ovvero la tasca da pasticciere.
4. Preparare l’olio per la frittura
Versate l’olio di semi in una pentola alta e profonda. L’olio deve raggiungere almeno 5-6 centimetri di altezza per permettere alle zeppole di galleggiare durante la cottura. Riscaldate l’olio a 170-175 gradi. Se avete un termometro da cucina, verificate la temperatura esatta. Altrimenti, immergete un pezzetto di impasto: se sale subito in superficie circondato da bollicine vivaci, l’olio è pronto. Se l’impasto affonda o brucia immediatamente, l’olio non è alla temperatura corretta.
5. Formare le zeppole
Trasferite l’impasto nella sac à poche dotata di bocchetta a stella. Questa forma creerà le caratteristiche scanalature delle zeppole tradizionali. Preparate dei quadrati di carta da forno di circa 10 centimetri per lato. Su ogni quadrato, formate una ciambella di impasto partendo dal centro e procedendo in cerchio. Il diametro ideale è di circa 7-8 centimetri. Lasciate un buco centrale di almeno 2 centimetri che si chiuderà leggermente durante la frittura.
6. Friggere le zeppole
Immergete delicatamente le zeppole nell’olio caldo insieme alla carta da forno. Dopo pochi secondi, la carta si staccherà da sola e potrete rimuoverla con una pinza. Friggete 2-3 zeppole alla volta per non abbassare troppo la temperatura dell’olio. Cuocete per circa 3-4 minuti per lato, girando le zeppole con delicatezza usando una schiumarola. Le zeppole sono pronte quando assumono un bel colore dorato uniforme su entrambi i lati. Devono risultare gonfie e croccanti in superficie.
7. Scolare e servire
Sollevate le zeppole dall’olio con la schiumarola e adagiatele su un vassoio rivestito di carta assorbente. Questo permetterà di eliminare l’olio in eccesso. Lasciate riposare le zeppole per 2-3 minuti, poi trasferitele su un piatto da portata. Spolverizzate generosamente con zucchero a velo usando un colino a maglia fine per una distribuzione uniforme. Servite le zeppole ancora tiepide per apprezzarne al meglio la fragranza e la consistenza.
Il trucco dello chef
Il segreto di Benedetta per zeppole perfettamente gonfie è mantenere la temperatura dell’olio costante a 170-175 gradi durante tutta la frittura. Un olio troppo caldo brucerà l’esterno lasciando crudo l’interno, mentre un olio troppo freddo renderà le zeppole unte e pesanti. Investite in un termometro da cucina: sarà il vostro migliore alleato. Un altro trucco è non sovraffollare la pentola: friggete massimo 3 zeppole alla volta per mantenere stabile la temperatura. Se l’impasto risulta troppo denso dopo aver aggiunto le uova, incorporate qualche cucchiaio di acqua tiepida fino a raggiungere la consistenza desiderata. Ricordate che l’impasto deve scivolare dalla sac à poche senza troppa pressione ma mantenere la forma una volta dosato.
Un abbinamento dolce per la festa
Le zeppole di San Giuseppe si sposano magnificamente con un bicchiere di Moscato d’Asti leggermente frizzante, il cui profilo aromatico fruttato e delicato completa la dolcezza delle zeppole senza sovrastarle. Per chi preferisce alternative analcoliche, un caffè espresso ben caldo rappresenta il classico accompagnamento italiano, perfetto per bilanciare la dolcezza e la ricchezza del fritto. Un’altra opzione deliziosa è il Vin Santo toscano, servito a temperatura ambiente, che con le sue note di frutta secca e miele crea un’armonia perfetta con questi dolci tradizionali. Per i più giovani, una cioccolata calda densa o un cappuccino schiumoso completano l’esperienza gustativa.
Informazione in più
Le zeppole di San Giuseppe sono un dolce tradizionale italiano che affonda le radici nella cultura napoletana e campana, anche se varianti si trovano in tutta Italia. Celebrate il 19 marzo, giorno dedicato a San Giuseppe, padre putativo di Gesù e patrono dei falegnami, queste frittelle rappresentano una delle preparazioni più attese dell’anno nelle famiglie italiane.
La leggenda narra che San Giuseppe, per sostenere la Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto, dovette vendere frittelle per le strade. Da qui nasce la tradizione di preparare dolci fritti in suo onore. Esistono due versioni principali: quella fritta, più diffusa a Napoli e nel Sud Italia, e quella al forno, tipica della tradizione romana.
La ricetta tradizionale prevede spesso una farcitura di crema pasticcera e amarene sciroppate, ma la versione semplice di Benedetta Rossi riporta il dolce alla sua essenza originaria. Nel passato, le zeppole venivano preparate dalle famiglie più povere che non potevano permettersi ingredienti costosi, dimostrando come la cucina popolare italiana sapesse creare capolavori con pochi elementi essenziali.
Ogni regione italiana ha sviluppato la propria variante: in Puglia si chiamano zeppole di pasta cresciuta, in Calabria zippuli, mentre in Abruzzo vengono chiamate scrippelle. Questa diversità testimonia la ricchezza del patrimonio gastronomico italiano e l’importanza delle tradizioni locali.



